barriereLegge 9 gennaio 1989, n. 13 “Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettonichenegli edifici privati.”(Pubblicata nella G. U. 26 gennaio 1989, n. 21)

1. 1. I progetti relativi alla costruzione di nuovi edifici, ovvero alla ristrutturazione di interi edifici, ivi compresi quelli di edilizia residenziale pubblica, sovvenzionata ed agevolata, presentati dopo sei mesi dall’entrata invigore della presente legge sono redatti in osservanza delle prescrizioni tecniche previste dal comma

2.2. Entro tre mesi dall’entrata in vigore della presente legge, il Ministro dei lavori pubblici fissa con propriodecreto le prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edificiprivatiediediliziaresidenzialepubblica,sovvenzionataedagevolata(1).

3.Laprogettazione deve comunque prevedere:

a) accorgimenti tecnici idonei alla installazione di meccanismi per l’accesso ai piani superiori, ivi compresi iservoscala;
b) idonei accessi alle parti comuni degli edifici e alle singole unità immobiliari;
c) almeno un accesso in piano, rampe prive di gradini o idonei mezzi di sollevamento;
d) l’installazione, nel caso di immobili con più di tre livelli fuori terra, di un ascensore per ogni scala principale raggiungibile mediante rampe prive di gradini.

4. E’ fatto obbligo di allegare al progetto la dichiarazione del professionista abilitato di conformità deglielaborati alle disposizioni adottate ai sensi della presente legge.
(1) Si ricorda che con Decreto Ministeriale 14 giugno 1989, n. 236 (G.U. 23 giugno 1989, n. 145, S.O.) sonostate approvate le citate prescrizioni tecniche.

2. 1. Le deliberazioni che hanno per oggetto le innovazioni da attuare negli edifici privati dirette ad eliminare le barriere architettoniche di cui all’articolo 27, primo comma, della legge 30 marzo 1971, n. 118, edall’articolo 1, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384, nonché larealizzazione di percorsi attrezzati e la installazione di dispositivi di segnalazione atti a favorire la mobilità deiciechi all’interno degli edifici privati, sono approvate dall’assemblea del condominio, in prima o in secondaconvocazione, con le maggioranze previste dall’articolo 1136, secondo e terzo comma, del codice civile.

2. Nel caso in cui il condominio rifiuti di assumere, o non assuma entro tre mesi dalla richiesta fatta periscritto, le deliberazioni di cui al comma 1, i portatori di handicap, ovvero chi ne esercita la tutela o la potestàdi cui al titolo IX del libro primo del codice civile, possono installare, a proprie spese, servoscala nonchéstrutture mobili e facilmente rimovibili e possono anche modificare l’ampiezza delle porte d’accesso, al fine direndere più agevole l’accesso agli edifici, agli ascensori e alle rampe dei garages.

3. Resta fermo quanto disposto dagli articoli 1120, secondo comma, e 1121, terzo comma, del codice civile.

3. 1. Le opere di cui all’articolo 2 possono essere realizzate in deroga alle norme sulle distanze previste dai regolamenti edilizi, anche per i cortili e le chiostrine interni ai fabbricati o comuni o di uso comune a piùfabbricati(2).

2. E’ fatto salvo l’obbligo di rispetto delle distanze di cui agli articoli 873 e 907 del codice civile nell’ipotesi incui tra le opere da realizzare e i fabbricati alieni non sia interposto alcuno spazio o alcuna area di proprietà odi uso comune.

(2) Si ricorda che il comma è stato cosí sostituito dall’art. 1 della Legge 27 febbraio 1989, n. 62 (G.U. 27febbraio 1989, n. 48). 4.

1. Per gli interventi di cui all’articolo 2, ove l’immobile sia soggetto al vincolo di cui all’articolo 1 della legge 29 giugno 1939, n. 1497, le regioni, o le autorità da esse subdelegate, competenti al rilasciodell’autorizzazione di cui all’articolo 7 della citata legge, provvedono entro il termine perentorio di novantagiorni dalla presentazione della domanda, anche impartendo, ove necessario, apposite prescrizioni.

2. La mancata pronuncia nel termine di cui al comma 1 equivale ad assenso.

3. In caso di diniego, gli interessati possono, entro i trenta giorni successivi, richiedere l’autorizzazione alMinistro per i beni culturali e ambientali, che deve pronunciarsi entro centoventi giorni dalla data diricevimentodellarichiesta.

4. L’autorizzazione può essere negata solo ove non sia possibile realizzare le opere senza serio pregiudiziodelbenetutelato.

5. Il diniego deve essere motivato con la specificazione della natura e della serietà del pregiudizio, della suarilevanza in rapporto al complesso in cui l’opera si colloca e con riferimento a tutte le alternativeeventualmente prospettate dall’interessato. 5. 1. Nel caso in cui per l’immobile sia stata effettuata la notifica ai sensi dell’articolo 2 della legge 1° giugno 1939, n. 1089, sulla domanda di autorizzazione prevista dall’articolo 13 della predetta legge la competentesoprintendenza è tenuta a provvedere entro centoventi giorni dalla presentazione della domanda, ancheimpartendo, ove necessario, apposite prescrizioni. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 4, commi 2, 4e 5.

6. 1. L’esecuzione delle opere edilizie di cui all’articolo 2, da realizzare nel rispetto delle norme antisismiche e di prevenzione degli incendi e degli infortuni, non è soggetta all’autorizzazione di cui all’articolo 18 dellalegge2febbraio1974,n.64.2. Resta fermo l’obbligo del preavviso e dell’invio del progetto alle competenti autorità, a norma dell’articolo17 della stessa legge 2 febbraio 1974, n. 64.

7. 1. L’esecuzione delle opere edilizie di cui all’articolo 2 non è soggetta a concessione edilizia o ad autorizzazione. Per la realizzazione delle opere interne, come definite dall’articolo 26 della legge 28 febbraio1985, n. 47, contestualmente all’inizio dei lavori, in luogo di quella prevista dal predetto articolo 26,l’interessato presenta al sindaco apposita relazione a firma di un professionista abilitato.2. Qualora le opere di cui al comma 1 consistano in rampe o ascensori esterni ovvero in manufatti che alterino la sagoma dell’edificio, si applicano le disposizioni relative all’autorizzazione di cui all’articolo 48 dellalegge 5 agosto 1978, n. 457, e successive modificazioni ed integrazioni.

8. 1. Alle domande ovvero alle comunicazioni al sindaco relative alla realizzazione di interventi di cui alla presente legge, è allegato certificato medico in carta libera attestante l’handicap e dichiarazione sostitutivadell’atto di notorietà, ai sensi dell’articolo 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, dalla quale risultinol’ubicazione della propria abitazione, nonché le difficoltà di accesso.

9. 1. Per la realizzazione di opere direttamente finalizzate al superamento e all’eliminazione di barriere architettoniche in edifici già esistenti, anche se edibiti a centri o istituti residenziali per l’assistenza ai soggettidi cui al comma 3, sono concessi contributi a fondo perduto con le modalità di cui al comma 2. Tali contributisono cumulabili con quelli concessi a qualsiasi titolo al condominio, al centro o istituto o al portatore di handicap(3).

2. Il contributo è concesso in misura pari alla spesa effettivamente sostenuta per costi fino a lire cinquemilioni; è aumentato del venticinque per cento della spesa effettivamente sostenuta per costi da lire cinquemilioni a lire venticinque milioni, e altresì di un ulteriore cinque per cento per costi da lire venticinque milionialirecentomilioni.

3. Hanno diritto ai contributi, con le procedure determinate dagli articoli 10 e 11, i portatori di menomazioni olimitazioni funzionali permanenti, ivi compresa la cecità, ovvero quelle relative alla deambulazione e allamobilità, coloro i quali abbiano a carico i citati soggetti ai sensi dell’articolo 12 del decreto del Presidentedella Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nonché i condomini ove risiedano le suddette categorie dibeneficiari.

4. Nella lettera e) del comma 1 dell’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre1986, n. 917, le parole “mezzi necessari per la deambulazione e la locomozione”, sono sostituite dalle parole”mezzi necessari per la deambulazione, la locomozione e il sollevamento”. La presente disposizione haeffetto dal 1° gennaio 1988.(3) Si ricorda che il comma è stato cosí modificato dall’art. 2, L. 27 febbraio 1989, n. 62 (G.U. 27 febbraio1989, n. 48).

10. 1. E’ istituito presso il Ministero dei lavori pubblici il Fondo speciale per l’eliminazione e il superamento dellebarrierearchitettonichenegliedificiprivati.

2. Il Fondo è annualmente ripartito tra le regioni richiedenti con decreto del Ministro dei lavori pubblici diconcerto con i Ministri per gli affari sociali, per i problemi delle aree urbane e del tesoro, in proporzione delfabbisogno indicato dalle regioni ai sensi dell’articolo 11, comma 5. Le regioni ripartiscono le sommeassegnatetraicomunirichiedenti.

3. I sindaci, entro trenta giorni dalla comunicazione delle disponibilità attribuite ai comuni, assegnano icontributiagliinteressaticheneabbianofattotempestivarichiesta.

4. Nell’ipotesi in cui le somme attribuite al comune non siano sufficienti a coprire l’intero fabbisogno, ilsindaco le ripartisce con precedenza per le domande presentate da portatori di handicap riconosciuti invaliditotali con difficoltà di deambulazione dalle competenti unità sanitarie locali e, in subordine, tenuto conto dell’ordine cronologico di presentazione delle domande. Le domande non soddisfatte nell’anno perinsufficienzadifondirestanovalidepergliannisuccessivi.

5. I contributi devono essere erogati entro quindici giorni dalla presentazione delle fatture dei lavori,debitamente quietanzate.

11. 1. Gli interessati debbono presentare domanda al sindaco del comune in cui è sito l’immobile con indicazione delle opere da realizzare e della spesa prevista entro il 1° marzo di ciascun anno.

2. Per l’anno 1989 la domanda deve essere presentata entro il 31 luglio (4).3. Alla domanda debbono essere allegati il certificato e la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà di cuiall’articolo8.

4. Il sindaco, nel termine di trenta giorni successivi alla scadenza del termine per la presentazione delledomande, stabilisce il fabbisogno complessivo del comune sulla base delle domande ritenute ammissibili eletrasmetteallaregione.

5. La regione determina il proprio fabbisogno complessivo e trasmette entro trenta giorni dalla scadenza deltermine previsto dal comma 4 al Ministero dei lavori pubblici la richiesta di partecipazione alla ripartizione delFondo di cui all’articolo 10, comma 2.(4) Si ricorda che il comma è stato cosí modificato dall’art. 3, L. 27 febbraio 1989, n. 62 (G.U. 27 febbraio1989, n. 48).

12. 1. Il Fondo di cui all’articolo 10 è alimentato con lire 20 miliardi per ciascuno degli anni 1989, 1990 e 1991. Al predetto onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini delbilancio triennale 1989-1991, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno1989 all’uopo utilizzando l’accantonamento “Concorso dello Stato nelle spese dei privati per interventi volti alsuperamento delle barriere architettoniche negli edifici” per lire 20 miliardi per ciascuno degli anni 1989,1990e1991.

2. Le somme eventualmente non utilizzate nell’anno di riferimento sono riassegnate al fondo per l’annosuccessivo.3. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.